CULTURA TESSILE

Il ricamo di Luneville

Il ricamo di Luneville che trae il nome appunto dal particolare strumento crochet de Luneville è un’arte tessile oggi nota in quanto utilizzata nel ricami per l’Alta Moda e più in generale per la Broderie d’art.

Veniva praticata, ad altissimi livelli, dall’800 in poi, a Lunéville  un comune francese, situato  nella regione del Grand Est,  a 30 km a sud-est di Nancy.

In Francia, a Parigi,   si trova oggi  la relativa e rinomata scuola, Ecole Lesage. In Italia, la scuola di riferimento è la Scuola di Ricamo Pino Grasso anch’essa famosa nel mondo dell’Alta Moda.

Altro nome con cui è conosciuta questa tecnica è tambour embroidery proprio perché  presuppone, per una sua corretta esecuzione, che il tessuto venga teso al massimo, come un tamburo sul telaio “a staggia”. Per la pratica amatoriale tuttavia può anche essere usato un comune telaio da ricamo purché il tessuto sia tesissimo e si abbia un supporto che lasci libere entrambe le mani.

Secondo quanto riportato dalla studiosa Gail Marsh nel suo  libro 18th Century Embroidery Techniques  il tambour work  è una tecnica che pare provenisse  dall’India e che sia stata introdotta in Europa attorno al 1759. Prima di quella data le ricamatrici avevano usato il tradizionale punto catenella ad ago  che tuttavia aveva diversi svantaggi: prima di  tutto era  molto lento da lavorare soprattutto come punto  di riempimento; in secondo luogo il filo metallico non poteva essere usato in quanto il continuo passaggio del filo attraverso la stoffa tendeva a portare via la copertura in metallo del filo.

La tecnica Tambour

Nella tecnica “tambour”, nel fare ciascuna catenella, il filo veniva invece  usato direttamente dalla spoletta passando solo una volta attraverso il tessuto. Infine questa tecnica, una volta stabilito il ritmo,  risultava molto veloce da lavorare. Gail Marsh riporta nel suo testo che le più esperte potevano raggiungere addirittura  sino a 100 punti al minuto (Gail Marsh, 18th Century Embroidery Techniques, pag.131 e per ulteriori approfondimenti pagg. 131-145).

Occorre precisare che sebbene, come detto, l’originaria patria fosse l’India o comunque provenisse da antiche tradizioni asiatiche, il Ricamo Luneville assunse presto delle sue peculiarità  tecniche e degli effetti diversi tanto da assumere  una sua identità  precisa e diversa dalle altre pratiche  di  ricamo che dunque, pur usando l’uncinetto e il punto catenella, se ne distinguono  chiaramente. Una di queste per esempio è il ricamo indiano  c.d.” kantan” il cui uncino è diverso nella forma e la cui tecnica comporta un movimento del tutto opposto a quello del luneville.

Le caratteristiche del Luneville

Occorre dire che la caratteristica che rende il “Luneville”, tra le tecniche di Ricamo di Alta Moda, un incomparabile alleato per la realizzazione di preziosi abiti  è quello di consentire con altrettanta (relativa) velocità,  la  possibilità di applicare sui tessuti, perle, perline, sequins di varie misure, cristalli e paillettes. Si tratta dunque, per chi ha la tenacia e la possibilità  di impararlo, di una tecnica molto ricercata dalle  Case di Moda, perché coniuga la qualità esecutiva dell’ “handmade”, con la precisione del ricamo, la ricercatezza dei risultati e la velocità di esecuzione (relativa non smetteremo mai di ripeterlo perché non siamo e non vogliamo essere macchine).

Di questa tecnica e dei suoi usi parla anche il noto manuale di Therese de Dillmont Encyclopédie des  ouvrages de Dames la cui prima edizione fu del 1886  (La Dillmont e le sue pubblicazioni meriterebbero un capitolo a sé stante). Nella recente  copia anastatica della suddetta opera, nella versione italiana, che originariamente venne pubblicata nel 1890 si riscontrano diverse istruzioni per la sua esecuzione (Therése de Dillmont, Enciclopedia dei Lavori Femminili, Idea Libri DMC, pagg. 563-565)

Una foto della pagina della suddetta enciclopedia

Il crochet di Luneville è un tecnica difficilmente apprendibile on line, basata sulla ripetizione di movimenti in sé facili ma che collegati tra loro per l’ottenimento del risultato richiedono grande attenzione, pazienza, lentezza e dedizione. Una volta acquisita la tecnica e apprezzata la relativa velocità (trattandosi pur sempre di un ricamo a mano) non è difficile trovarsi a desiderare di rientrare nel “flow” che questo ricamo in particolare produce. Con tutto quello che ne comporta  anche in termine di benessere mentale.
Per approfondimenti ulteriori dal punto di vista storico potete consultare l’ottima esposizione dell’insegnante di Ricamo di Alta Moda, Miriam Cozzi, che ha svolto le sue lezioni proprio presso la nostra associazione Linguaggi Tessili APS nei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2024.